Appena fuori Como, imboccando la statale Regina, il primo paese che si incontra è Cernobbio: noto centro residenziale sulle sponde del lago ai piedi del Monte Bisbino. Il nome deriva da un antico convento, "Coenobium", che sorgeva nell'area dell'attuale Villa D'Este.
Il paese, di antiche origini, dopo varie vicissitudini riuscì ad ottenere nel XIII secolo privilegi e statuti propri. Ebbe poi un periodo di decadenza nel XVI secolo con l'invasione e il saccheggio da parte degli Spagnoli. Nel secolo scorso era già un luogo di villeggiatura molto conosciuto. Famosa per le sue ville e i suoi alberghi, Cernobbio è anche un importante centro industriale. Qui nacque uno dei primi stabilimenti a carattere industriale per la lavorazione della seta.
Numerose sono le ville d'epoca che, affacciate sul lago, rendono del tutto incantevole il suo territorio.Venne fatta costruire
nel Cinquecento dal cardinale Tolomeo Gallio e, dopo varie vicissitudini,
fu ereditata dal marchese Bartolomeo Calderara. La belle e giovane moglie del
marchese, Vittoria Peluso, convince il marito a trasferirsi nella nuova
residenza che fu da lei riccamente abbellita. Con le truppe di Napoleone
comparve a Como un aitante ufficiale milanese, Domenico Pino, del quale la
marchesa si invaghì. Sembra persino che i due rivali si siano battuti in duello
alla sciabola con conseguente ferimento del Calderara.
Stà di fatto
che nel 1806 il marchese morì e dopo un anno di lutto donna Vittoria si risposò
con il Pino che rimase a vivere con lei nella villa dove tornava fra una
spedizione e l'altra a fianco di Bonaparte. Nei vari ricevimenti tenuti dai
Pino, fu invitata anche Carolina di Brunswick, moglie del principe di Galles che
sarà re d'Inghilterra, Giorgio IV.
Carolina innamorata della villa, riuscì ad acquistarla nel
1815. In tale occasione prese l'attuale denominazione, in quanto la principessa
era discendente da un Guelfo d'Este.
I divertimenti della futura regina, e forse qualche amore extraconiugale, scandalizzarono l'alta società dell'epoca e la corte britannica al punto che il
marito la citò a giudizio per "condotta scandalosa" e la costrinse ad
accettare il divorzio nel 1821. Carolina non si riprese dal colpo e morì pochi
mesi dopo senza riuscire a rivedere l'amato lago di Como. Negli anni successivi
la villa passo in varie mani e fu affittata per un breve periodo persino
dall'imperatrice di Russia, vedova dello zar Nicola I, finché nel 1873 fu ceduta ad una S.p.A. appositamente costituita per trasformarla
nel lussuoso Grand Hotel, tutt'ora attivo. All'interno conserva dipinti e
sculture dei secoli XVI-XIX; è circondata da un grande parco, con grotte,
fontane e statue.
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Costruita nel
Settecento
dalla famiglia Mugiasca, che da secoli possedeva l'area, la villa fu lasciata in
eredità nel 1842 all'ospedale di Sant'Anna e quindi acquistata da Ranieri I
d'Austria, vicerè del Lombardo-Veneto. Per andare e venire da Como aveva a
disposizione un "caicco" lungo 10 metri, tutt'ora esistente.
Durante i moti del '48, mentre Ranieri era in Austria a ricevere istruzioni,
alcuni patrioti andarono in barca fino alla villa e riuscirono a farsi
consegnare dal guardiano, con uno stratagemma, due piccoli cannoni che ornavano
il piazzale e che vennero subito impiegati contro la guarnigione austriaca
assediata in Como.
Dieci anni più tardi soggiornò qui anche il nuovo vicerè Massimiliano
d'Asburgo con la moglie Carlotta.
Nel 1865 Villa Pizzo fu acquistata da un'eccentrica signora di Parigi, madame
Musard, che fece montare sui tetti e le grondaie minuscoli campanellini che
suonavano con il vento. Infine, dal 1873, tornò a proprietari italiani: il
milanese Bassani e poi sua figlia, sposata all'avv. Volpi. Restaurata numerose volte, contiene affreschi
del Settecento con un vasto parco nella quale è immersa, ricco di alberi
annosi e di numerosissime specie vegetali.
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E' un elegante ed imponente edificio neoclassico del XVIII secolo, prospiciente il lago. Progettata da Simone Cantoni (1736 - 1818), Villa Olmo è espressione delle forme più elevate dell'architettura neoclassica lombarda. Incomparabile la collocazione ambientale della Villa, affacciata con un grande giardino sul lago di fronte al profilo monumentale del centro storico di Como e alle colline circostanti.Oggi prestigioso centro polivalente dedicato ad Allessandro Volta per manifestazioni e congressi.
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Di
ispirazione manierista, Villa Erba fu eretta alla fine nel 1898 sulla già esistente Villa
Nuova, per volere
dell’omonima famiglia, per ricevere illustri ospiti e personalità del mondo
culturale, politico e industriale di inizio secolo. La proprietà negli anni
venti passò a Carla Erba che divenne moglie del duca Giuseppe Visconti di
Modrone e quindi madre del noto regista Luchino Visconti che vi dimorò.
Oggi nel suo parco c'è un prestigioso centro espositivo polivalente per manifestazioni e congressi di fama internazionale. Il giardino diventa un'opportunità distensiva, un’affascinante passeggiata botanica sottolineata dall’importanza del patrimonio arboreo secolare, arricchito da collezioni di azalee, ortensie e aiuole multicolori.
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